SETTIMANA FONDAMENTALE PER LA STORIA RECENTE DELLA CITTA’

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La presenza al corteo di sabato 17 ottobre partito dai Tamburi fino a piazza Maria Immacolata con famiglie, donne, ragazzi e associazioni, ha testimoniato ancora una volta il valore di una comunità unita nel chiedere la tutela della salute, dell’ambiente e del futuro del territorio.
​Un plauso meritato va all’associazione Genitori Tarantini che da tantissimo tempo portano avanti la questione ex Ilva e il decreto della Corte d’Appello di Milano, a un ringraziamentotutta alla rete Onda del Futuro con tutte le realtà territoriali che hanno partecipato
.

La situazione alla vigilia del 20 ottobre,
​la coincidenza di eventi del 17 ottobre riassume perfettamente la criticità del momento.
​In piazza: la mobilitazione cittadina guidata dalle associazioni per ribadire il diritto inviolabile alla salute.
​In fabbrica: la comunicazione dei commissari straordinari di Acciaierie d’Italia riguardante la richiesta di cassa integrazione straordinaria.

​Cosa accadrà domani in Suprema Corte…
​Martedì 20 ottobre le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono chiamate a decidere sui ricorsi presentati da ILVA S.p.A. e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria contro il decreto della Corte d’Appello di Milano. Quest’ultimo ha ordinato lo spegnimento e la fermata dell’area a caldo a causa dell’impatto sanitario e ambientale.
​I tre scenari possibili che decideranno il futuro immediato dell’acciaieria sono:

​Rigetto o inammissibilità del ricorso:
Diventa definitivo l’obbligo di fermata dell’area a caldo previsto per fine ottobre, imponendo lo spegnimento degli altiforni e l’avvio della riconversione/messa in sicurezza
.

​Accoglimento del ricorso (con o senza rinvio):
Viene annullato il blocco dell’area a caldo, consentendo il prosieguo delle attività produttive primarie in vista del bando di gara internazionale e del tavolo convocato dal Governo per il 27 ottobre a Palazzo Chigi.

​Annullamento parziale con rinvio:
La Cassazione rinvia alla Corte d’Appello chiedendo un nuovo bilanciamento dei criteri tecnici e sanitari, consentendo una marcia ridotta o una transizione controllata.

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